OLIMPO S.P.A.
di Vincenzo Cerami e Silvia Ziche
Cosa succederebbe se d’un tratto gli dei dell’Olimpo si stancassero di vivere nella loro torre d’avorio e decidessero di tornare sulla terra? Olimpo S.P.A!. Vincenzo Cerami e Silvia Ziche propongono il loro futuro (im)possibile, in cui, tra macchine per far ricrescere i capelli e per dimagrire, e misteriosi marchingegni che trasformano i rifiuti in pizza (ma sarà a norma?), gli dei tentano disperatamente di raccattare qua e là quattro fedeli.
Nello splendore dei colori e nei fuochi d’artificio degli effetti speciali, gli dei tornano a dominare il mondo, ma non hanno fatto i conti con gli uomini, la loro superficialità e il loro menefreghismo.
Non basteranno le strategie di marketing accuratamente elaborate dalla povera Minerva, le approfondite analisi di Morfeo o la boutique di coiffeur di Apollo per convincere gli uomini, ma…
Nel frattempo, una carrellata d’umanità, dal politico approfittatore al novello Faust che cede l’anima per i capelli nuovi, dalla coppia “Carlo&Alice” alla segretaria esperta di depistaggi.
Ma sopra a tutto, la televisione: lei è l’anima, il cuore di questa società, l’occhio attraverso il quale le masse s’informano, amano, odiano, piangono ridono.
E alla televisione Silvia Ziche presta il suo tratto divertente e informale, schizzando il conduttore del talk-verity-show e il direttore dell’emittente (moro e stempiato, ricorda qualcuno…), il belloccio delle fiction e la stellina idolo delle folle.
Ma il capolavoro sta nella caratterizzazione degli dei: Giove, brutto ma sexy, Giunone, matrona di mezz’età tondetta e col battipanni in mano, Marte in giacca di pelle e anfibi (ma gioca alla Playstation con Gods e Monster), Mercurio, svolazzante a mezz’aria con lo skateboard e pantaloni hip hop. Sicuramente però, i due personaggi, anzi le due personagge meglio riuscite sono Venere e Minerva: la prima versione hippy e disinvolta della omonima di Botticelli, con tanto di zeppe azzurre e occhiali da sole in testa, l’altra in giacca, cravatta e peplo, nasone enorme e occhiali da zitella acida.
Insomma 121 pagine di tavole a colori, in cui, tra alti e bassi, tra una risata e una lacrima, Cerami e Ziche fanno il punto sulla nostra società.
Riusciranno gli dei a fare il miracolo?
Se le statistiche e la ragione fallisce ve lo dico io cosa serve, “qui ci vuole un colpo di fortuna, qui ci vuole, un bel culo”.
Vincenzo Cerami e Silvia Ziche, Olimpo S.P.A., Einaudi
(Pubblicato sul sito www.rivistaorizzonti.net)