ROMANCE AND CIGARETTES

di John Turturro con Kate Winslet, James Gandolfini, Susan Sarandon, Steve Buscemi

 

Romance and Cigarettes parte bene, benissimo. Metaforico e ironico, surreale e sboccato. Poi, improvvisamente, sembra che Turturro debba rendere omaggio alla trama, maledetta trama fino ad allora lasciata in disparte e si inventa il cancro ai polmoni, la redenzione la malattia.

Troppo cristologico, troppo buonista, troppo happy end nonostante il pianto per un film iniziato così bene.

Manca di coraggio.

Per quanto riguarda chi dice che sia il miglior musical degli ultimi 10 anni, vorrei ricordare non tanto Chicago o Moulin Rouge quanto il bellissimo Dancer in the dark (Von Trier).

Le interpretazioni invece sono tutte eccezionali, eccessive forse, ma eccezionali.

La Sarandon dimostra per l'ennesima volta se ce ne fosse ancora bisogno, di essere interprete eccezionale, plastica e malleabile a qualsiasi esigenza, Kate Winslet, conosciuta dal grande pubblico epr la sua peggior interpretazione su una nave destinata agli abissi, riesce a farsi puttana e ascetica quanto basta.

Memorabili sono invece le interpretazioni di Cristopher Walken e Steve Buscemi in due ruoli assolutamente diversi tra loro ma così perfetti nella loro assurdità.

C’è molto Tim Burton nella strutturazione di questi personaggi, così eccessivi, scorretti, apologetici o denigratori, archetipi o epigoni, ma è dopo la metà del film che tutto il suo splendore si spegne per tornare a parlare di una quotidianità fatta di normale accettazione del dolore, di sofferenza e di morte.

C'è poi un omaggio continuo alla cultura alta e bassa, canzoni e poesie, Ramazzotti e Shakespeare, un fritto misto che dà i suoi frutti.

C’era da sperare che un film sbandierato da pubblico e critica come un evento eccezionale riuscisse a distaccarsi da quelli che continuano ad essere i binari obbligati di Hollywood, ma a quanto pare, benché un certo tipo di rivolta al massimalismo ideologico di stampo cattolico-americano sia strisciante, il coraggio di una scelta audace ancora non c’è.

 

 

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