DOMANI SMETTO
Articolo 31
Chi conosce gli Articolo 31 sa che deve essere pronto a tutto, e infatti, ancora una volta, come era successo per Nessuno, dopo i frizzi e i lazzi di Strade di città, il duo ha deciso di ricominciare da capo e lanciare una nuova sfida al mercato editoriale.
Lo fa dopo due anni di silenzio, interrotti soltanto dall’esperienza cinematografica di Senza filtro, con un album nel quale le sonorità funky e hip-hop sono contaminate da rock, metal, punk. Ax e Jad nella loro carriera hanno incarnato il rap in Italia, assumendo un ruolo a metà strada tra i grandi rapper duri e impegnati dell’East Coast e quello di cantori della strada, portabandiera di una rivolta dei perdenti, come in Nessuno “Io sono Nessuno perché rappresento tutti quei Nessuno che mi stanno intorno…Nessuno ero, Nessuno sono, e se ti chiedono chi è stato, risponderai nessuno ed io sarò salvato”.
Anche in questo ultimo lavoro, il gruppo non si astiene da un certo polemismo. Già dal singolo di esordio Domani smetto, J.Ax muove una feroce critica contro il perbenismo di coloro che cercano la massificazione al fine di cancellare le peculiarità dell’individuo. “Non metto a dieta la mia identità” e “Mi spiace per ora non credo sia un mondo perfetto” rappresentano i poli di questa ricerca su un doppio binario, la riaffermazione del sé e il coraggio di sapersi continuamente in fieri, perennemente tesi a migliorare noi stessi e il mondo che ci circonda. Gli Articolo 31 ribadiscono la loro distanza dai valori perseguiti dalla società contemporanea, la bellezza, l’immanenza del futuro, l’importanza del denaro: è la dura scelta morale di rifiutare l’identificazione in ciò che si ha “Dolce vita qui a Babilonia, ognuno è quello che ha […] ma a me non basta, che tu ci creda o no, non sono un numero” (Soldi soldi soldi)
Sulla stessa linea sono le considerazioni che Ax fa in Pere, scagliandosi contro la plastificazione e la modificazione del corpo (e dell’anima), per una tensione verso un’ideale di bellezza e perfezione mediatica. Per il resto, con il loro consueto vetriolo, il duo porta avanti una lunga carrellata di discorsi intrapresi negli album precedenti, ma questo non impedisce loro di ritrovare una dimensione familiare, come in Due su due, scritta a quattro mani da Ax con il fratello Grido e ritagliarsi spazi di lirismo, come in Non è un film e Gente che spera.
Dal punto di vista musicale i ritmi e le sincopi tipiche del rap si sciolgono spesso negli arpeggi di chitarra, vengono accostati a una musica “suonata”, mentre il grido rotto di J.Ax si addolcisce grazie alla voce di Paola Turci nella ballata rock Fuck you o viene enfatizzato dalla batteria e gli accordi “pesanti” di Noi no.
Inoltre, anche questa volta, come già in Come una pietra scalciata (Bob Dylan) e La Fidanzata (Natalino Otto) (Nessuno), non manca l’omaggio ai classici del passato “riveduti e corretti”: in questo caso si tratta di Banana Split, che viene interpretata in una divertente performance Punk.
Una curiosità è il fatto che la copertina, che sembra una rielaborazione digitale di una foto di J. Ax, è invece un disegno di Mario Leuci surreale e promettente artista milanese. Quello che sicuramente è accaduto è che gli Articolo 31, in studio di registrazione, non hanno badato al genere di musica che stavano producendo, non si sono soffermati a riflettere sul loro genere musicale, ma hanno semplicemente fatto ciò che sentivano, hanno suonato quello che avevano dentro, e questo non può che essere segno di maturità artistica.
Un album particolare, diverso, insomma, che potrà piacere ai loro fans solo se saranno capaci di seguire le loro metamorfosi, perché come essi stessi dicono, ''noi siamo sempre in evoluzione”.
ARTICOLO 31, Domani Smetto, BMG
(Pubblicato sul sito www.rivistaorizzonti.net)