YOUNG LUST: THE AEROSMITH ANTOLOGY
Aerosmith
Anche se talvolta ci si potrebbe chiedere l’effettiva necessità di un album antologico di una band ancora viva e creativa, forse per Young Lust: The Aerosmith Anthology, si può fare un’eccezione.
Anche se il dubbio di un’operazione commerciale rimane, bisogna riconoscere a questa raccolta il merito di ripercorrere la carriera più che ventennale dalla band di Boston che, grazie soprattutto alla sensibilità artistica e alla capacità rigenerativa dei Toxis Twins Tyler & Perry, è riuscita ad attraversare la crisi (non solo creativa, ma anche personale) della metà degli anni Ottanta, mischiando al loro sound influenzato dal blues e dall’hard rock, venature pop e crossover.
I due dischi spaziano dalle atmosfere romantiche di pezzi come Cryin’, Angel, Crazy, a ritmi infervorati di Rag Doll, Love in an Elevator, Eat the rich, riproponendo versioni live di classici come Sweet emotion, Dream on, Fallin in Love (Is so Hard on the Knees). Inoltre rispetto al live A little south of Sanity di quattro anni fa, questa raccolta offre l’opportunità di conoscere vere e proprie chicche finora note solo agli aficionados, come la versione acustica di Livin’ on the Edge, quella orchestrale della sempre emozionante Amazing e il primo pezzo di Crossover (incrocio tra rock e rap) Walk this Way nella versione con i Run – DMC, dedicata a tutti gli appassionati di Nu-metal.
Chi si è perso la cover della celeberrima Love two times (Doors) o Dude (looks like a lady), colonna sonora di Mrs Doubtfire, non si preoccupi, la ritroverà qui, insieme a singoli e B-side come Don’t Stop e Can’t Stop Messin, rarità come Ain’t Enough (bonus track dalla versione giapponese di Pump), Head First (dal singolo per il mercato europeo di “Eat The Rich”), Deuces Are Wild, dal cartoon – cult Beavis e Butt-head. Insomma, un panorama completo degli oltre cento milioni di dischi venduti, di un percorso artistico e personale strapazzato da ogni tipo di eccesso, un’istantanea che raccoglie e fa emergere le varie voci della band, da quella più romantica e intimistica a quella tagliente e ironica, in una miscela di groove, funky, rock duro alternata a riff e sonorità più melodico che accompagna i testi espliciti e talvolta sarcastici, spesso a sfondo sessuale, che provengono dalla voce graffiante di Steven Tyler, che, nonostante i 50 suonati, continua ancora ad avere tanto da insegnare.
I 34 brani di Young Lust, ne fanno probabilmente l’antologia definitiva degli Aerosmith, un album completo, che soddisfa sia i palati più fini che la curiosità di chi si voglia avvicinare per la prima volta al gruppo che, in tanti anni, non si è mai vergognato di mettere in piazza il proprio pensiero. “Alcune cose migliorano col tempo, come i buoni vini e gli Aerosmith”, così il giornalista Gerri Miller ha esordito nel booklet di questa raccolta, e allora, godiamocela tutta, sorseggiandola un brano per volta.
AEROSMITH, Young Lust: The Aerosmith Anthology, Geffen Records.
(Pubblicato sul sito www.rivistaorizzonti.net)