Dario SORGATO - Un anno in 8 ore
È difficile riassumere o raccontare Un anno in 8 ore, è difficile come è difficile raccontare la vita, perché la vita, come questo libro, è fatta di momenti, si occasioni, di persone. Un romanzo lo puoi categorizzare. La vita mai. Allo stesso modo, Un anno in 8 ore è un compendio delle vita vissuta dal proprio autore nell’anno che va dal 15 giugno 2004 al 19 giugno 2995.
Dario prende armi e bagagli e parte per l’Australia. Un viaggio alla scoperta di una continente lontano e straniero, un viaggio alla scoperta di se stessi.
Alla stregua del protagonista di On the Road di Jack Keruack, Dario Sorgato impara l’arte di arrangiarsi, di vivere tra alberghi con chiave elettroniche che fanno pzzz e ostelli che le chiavi non le hanno mai viste, viaggiando su enormi Boeing e scroccando passaggi all’amico di turno. Ma soprattutto, impara a conoscere se stesso attraverso il confronto con gli altri: australiani, canadesi, tedeschi, maori, cinesi…
Ogni incontro è speciale perché prima del colore della pelle o della forma degli occhi viene la persona.
E poi ci sono le sfide, quelle con se stessi e quelle con gli altri.
Dario Sorgato prova l’emozione adrenalinica del Bungee Jumping per poi scoprire una emozione ancora più forte trovandosi a doversi confrontare con la natura.
Dario scopre lentamente l’altra faccia dell’Australia, quella selvaggia, dove la natura e la poesia si confondono, il luogo dove sognano le formiche verdi.
“Ho tutti i calzini rotti perché qui si cammina scalzi”. Esule dalla civiltà, Dario si scopre inerme, ma non impotente: in un contesto in cui l’epoca degli dei non è ancora tramontata, Dario Sorgato riscopre la poesia.
Tra leggende Maori e canzoni Rock, tra fame reale e fame chimica, tra passeggiate nella natura e tour con gli Hippy, l’autore cerca una sintesi tra due mondi e mille culture, tra la sua lingua madre e la sua lingua “matrigna”.
Un anno in 8 ore è così, diario di un viaggio ma anche testimonianza di un percorso che l’autore racconta con una cifra stilistica leggera e ironica, densa e coinvolgente, palinsesto più che lingua e contaminazione di momenti e frammenti, bivio e smarrimento alla ricerca dello stupore, di quella strada che ci riporterà dentro di noi, nel nuovo mondo che è nato, in quel posto che possa ancora chiamarsi “casa”.
(Proprietà letteraria Flavia Weisghizzi)