Valeria FRACCARI - Difesi dagli incanti
Un libro, un diario, un viaggio, alla scoperta di Dino Campana, alla ricerca della forza, il sogno e la chimera che si nascondono dietro la poesia più oscura e orfica che abbia mai toccato l’Italian, una poesia che è stata come cancellata dai manuali ufficiali.
Perché Dino Campana è scomodo, è pericoloso. Rinchiuso in manicomio per vita errabonda, Campana, che per chi non lo conoscesse non ha nulla da invidiare a Rimbaud, è la sua poesia.
Campana è una di quelle piccole perle che talvolta vengono date in pasto ai porci, perché così violenta è l’invettiva poetica, così forte e assoluta è la sua scrittura, che per accostarcisi è necessario perdercisi dentro.
Perdersi nelle sue montagne, nelle sue valli, nelle sue mulattiere che sanno di sudore.
E per queste strade, Valeria Fraccari, conduce i suoi studenti in un ritiro poetico lungo pochi giorni, in una esperienza che appare indimenticabile.
20 diciottenni a seguire il pifferaio magico.
E lui era lì, sempre un passo avanti, irraggiungibile, eppure ad ogni passo, era possibile avvicinarsi un po’ di più alla sua poesia.
Giovanni, Arianna, Claudia, Francesca, ognuno racconta un pezzo del suo diario, il suo proprio modo di vivere l’esperienza poetica e, miracolosamente, dalle loro parole emerge la natura più selvaggia di Dino, quella fatta di una umanità dolorosa, quella fatta di carne che cammina a lunghi passi sul mondo.
Ma insieme a Dino Campana, in questo libro c’è la scoperta della poesia, che finalmente svela i suoi lati meno noti, attraverso questo pezzo di strada, i ragazzi scoprono che la poesia non nasce sui freddi tasti di un computer, ma nel sudore, nel sangue, nella fatica del vivere quotidiano.
Anche i poeti russano quando dormono e questa consapevolezza di essere umani e divini insieme è l’unico modo per comprenderli totalmente.
La strada attraverso la Verna, attraverso questa montagna dura e ostile, diventa così la strada verso se stessi, e nel silenzio nascono le parole.
La Falterona, Castagno, Campigno, fino ad arrivare a Marradi, il paese che ha dato i natali a Campana e che prontamente glieli ha tolti quando si è trattato di rinchiuderlo in un manicomio, diventano tappe alla ricerca di una storia che sa di fango e sudore.
Valeria Fraccari ripercorre così l’esperienza della vita di Dino Campana, il grigio pellegrino, senza lasciarsi coinvolgere dai tentativi di recupero degli ultimi anni.
Lontana dalla faccia di Stefano Accorsi che lo ha interpretato in “Un viaggio chiamato amore”, libera dalla figura così ingombrante di Sibilla Aleramo, che pure lo ha reso celebre, l’immagine di Dino si materializza attraverso questo trekking letterario più come spirito che come icona, lo spirito forte e irrequieto di un uomo stravolto da un demone così potente da porlo al di fuori della ragione degli altri.
Difesi dagli incanti è un libro leggero, evoacativo, un libro che si nasconde per dare voce alla poesia, un libro che non racconta una esperienza, ma la traccia nel suo essere in corso, nel suo farsi, e per questo colpisce al cuore.
Perché prima di essere parola, la poesia è vita.
(Proprietà letteraria Flavia Weisghizzi)