Franca SANTACROCE - Le mani in attesa
21 racconti di attesa, 21 storie che si svolgono in quel recesso temporale che si situa subito prima dell’accadere, in quel momento in cui il tempo si dilata per essere certo che tutto sia accaduto per come doveva andare, prima di travolgere le esistenze.
Franca Santacroce ha la capacità di fermare il tempo, di raccontare i retroscena della vita, quegli ultimi attimi di normalità prima che il velo di Maja cada dagli occhi.
Si dice che la conoscenza sia libertà, ma forse non è priva di dolore: è doloroso per Ludovica scoprire come sia in realtà la sua amica Stella, è doloroso per Cecilia scoprire l’omosessualità di Fabio, è doloroso per Isabel scoprire la verità su Marco.
Ma non è un libro dolente “Le mani in attesa”, è un libro in cui alla fine emerge il carattere: dalla sofferenza nasce la consapevolezza, emerge, come mondato dai pregiudizi, l’animo, l’aspetto più intimo e forte, per quanto impalpabile e lieve possa sembrare.
Le mani in attesa raccoglie soprattutto storie di donne, donne che spesso non ne escono vincitrici, ma mai sconfitte, donne forti, che non cedono allo sconforto, donne padrone del loro destino.
Donne che sanno mettersi in gioco, che sanno rimboccarsi le maniche e ricominciare.
Le storie di Franca Santacroce attingono alla quotidianità perché è la quotidianità ad essere sempre un po’ speciale, nascono dalle piccole cose, perché le piccole cose ci appartengono e noi a loro apparteniamo.
Non è solo un processo identificativo quello che si mette in atto, ma è una continua sequenza di domande: in cosa differisco da Giulia, verrebbe da chiedersi, da Marianna, Ismene e tutte le protagoniste senza nome di questo libro?
Nulla. O meglio, un piccolo fortuito accidente aristotelico, il fatto di non essere loro ma di poterlo diventare in qualsiasi momento.
Quando Heisenberg, nel 1927 teorizzò il principio di indeterminazione, con esso sancì ineluttabilmente la possibilità dell’essere di essere unico e molteplice.
Per questo queste donne sono il nostro specchio, e per questo non dobbiamo mai dimenticare la loro lezione più importante, che è quella di godere dell’attimo presente, di imparare a fermare il tempo e apprezzare l’attesa.
(Proprietà letteraria Flavia Weisghizzi)