Samuele LAVARDA - Questi siamo noi

 

Cosa è rimasto di noi? Cosa è rimasto della generazione X, i ragazzi oggi trent’enni, come hanno affrontato l’impatto col mondo?

Samuele Lavarda tenta di darci una sua interpretazione raccontando la sua storia personale, che si fa esemplare delle vicende di tutta una generazione, quella dei ragazzi nati nella prima metà degli anni ’70, qulli che più dolorosamente di altri hanno vissuto il passaggio tra una infanzia tutto sommato spensierata e un ingresso nella società segnato dal germe dell’instabilità.

Questi siamo noi è un libro che si divide in due parti, prima e dopo il 2000, forse perché il 2000, nella vita di Samuele, è diventato il discrimine della sua crescita emotiva.

Nel 2000, Samuele Lavarda ha cominciato a divenire uomo.

Prima c’è la fanciullezza, la beata innocenza, la goliardia, la scuola un po’ frequentata e un po’ marinata, alla ricerca del 6 politico che mettesse pace tra insegnanti e genitori.

E poi gli amici, la musica, i juke box. I falò sulla spiaggia che si vedono da lontano perché si è ancora troppo piccoli, i sogni, alimentati dalla giovane età e da quei favolosi scintillanti anni ’80 in cui sembrava che tutto fosse permesso.

La musica: I Milli Vanilli, I like Chopin, e poi Vasco, la salsa, i Cure.

La prima parte di questo romanzo è caratterizzata anche stilisticamente da un tentativo di recupero di quegli anni: Lavarda utilizza uno stile mimetico del linguaggio giovanile, che ripercorre il lessico dei quegli anni, unico, come è sempre lo slang giovanile per ogni generazione.

La sua scrittura è contaminata di citazioni, e gli slogan pubblicitari diventano parte stessa della narrazione. Che vuoi di più dalla vita? Un lucano.

Ma ecco d’improvviso il lucano non basta più, e finita la scuola, i lavoretti stagionali, e l’epoca delle veneri sognate, Samuele si scopre alla ricerca di una maggiore concretezza.

Sente di voler cominciare a costruire qualcosa, per se, per la sua vita.

Se in tutta la prima parte del romanzo Samuele si lascia vivere addosso, d’ora in avanti comincerà a lottare, scontrandosi con i problemi di una quotidianità che può essere asfissiante. Davvero.

Nella pagine successiva al 2000, la scrittura di Samuele si fa più intima, più pensosa. Attraverso la sua scrittura emerge una rielaborazione personale profonda, una metamorfosi che non è ancora giunta del tutto al compimento.

Ma è mai possibile dire che la metamorfosi della vita sono finite?

A volte è necessario cambiare, per smetterla di piangersi addosso, e Samuele è intelligente a non raccontare questo cambiamento, ma a farlo vivere in prima persona ai suoi lettori.

Questi siamo noi è tutto qui. Si fa per dire ovviamente, perché nella apparente semplicità del testo, nella stringatezza della narrazione, Samuele riesce a riassumere e a trasmettere l’evoluzione di una vita, che è poi la vita di molti, tra grandi altezze e tante profondità.

 

 

(Proprietà letteraria Flavia Weisghizzi)

 

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