Liliana IANNI - Stati d'animo

 

Come è possibile fare poesia civile oggi?

Come è possibili coniugare la voglia di vivere nel mondo, la critica sociale, l’attenzione ai fatti e alla realtà con un sentire delicato e profondo? Liliana Ianni ci prova, e probabilmente ci riesce nella pagine della sua raccolta Stati d’animo.

Liliana Ianni è una personalità multiforme e complessa, che ha dalla sua una grandissima forza d’animo e una voglia di vivere e di combattere davvero rara.

La sua raccolta poetica rappresenta in qualche modo la sua poliedricità, raccontando con una scrittura densa e non priva di fascino, le mille frammentazioni del suo animo.

Eppure Liliana Ianni non ha una scrittura frammentata: come un diamante invece, si apre a mille suggestioni e a mille riflessioni, si fa terra e pensiero e si lascia fondere insieme in questo andare.

Ma prima di tutto, Liliana Ianni è una donna estremamente concreta, e la sua poesia si fa quindi partecipe di questa concretezza nella sua analisi del mondo.

La sua riflessione la conduce a una visione di un mondo diviso tra umanità e arroganza, tra gente che pretende di ricevere e basta e altri che invece fanno del donare la loro missione di vita.

La sua è una lecita preoccupazione di donna nel confronti della vita, un sentire femminile che veste il suo essere muliebre della più forte delle accezioni.

Non è la donna angelicata che è presente nei suoi versi, ma la donna come protezione, come forza, come costanza.

Le doti che appartengono alla donna come madre, intendendo con questo non solo la capacità straordinaria della donna di creare, ma quel coraggio che la donna deve avere di essere base solida e struttura, di affrontare i mille problemi con una apparente semplicità.

Il proprio vissuto, la propria memoria si fa quindi in questa poesia radice da cui partire, luogo in cui riscaldare il cuore e alimentare l’afflato dell’animo.

La speranza è la chiave di volta di questa poesia, una speranza che non è pura auspicio, ma forza di credere, fede nella vita e nelle sue leggi, e in un qualcosa di supremo e superiore che lascia l’uomo a trasumanare.

Dio non giudica e non condanna, e se pur la giustizia non è di questo mondo, ciò non toglie che una spiritualità intensa e pregnante possa disegnare un orizzonte, una linea a cui lo sguardo può aspirare, una meta che dà un senso al vivere.

Probabilmente non è possibile la felicità su questa terra, perché troppo fragili e troppo imperfetti siamo nel nostro vivere comune, perché la grettezza e l’avidità dell’uomo inquinano i giorni, ma ciò non deve mai esimere nessuno dal cercare di trovare il senso di una armonia, un proprio posto nel mondo che non sia un semplice chinare la testa di fronte alla legge del più forte, ma un credere profondamente nella forza interiore.

Solo alimentando e rendendo lucido e curato il nostro giardino dell’animo, esso potrà darci la forza di sorridere ancora.

 

(Proprietà letteraria Flavia Weisghizzi)

 

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