IL RICORDO E LA VENDETTA
Pasquale Ruju ci parla di Demian, l’ultimo nato in casa Bonelli
Un uomo si aggira tra i bassifondi marsigliesi. Ha un passato oscuro e una cicatrice a forma di spada sul petto. Il suo nome è Demian.
La nuova sfida della Bonelli editore al mercato del fumetto prende il nome da questo eroe solitario, Demian, una miniserie in 18 episodi che debutta nelle edicole il 12 maggio.
Creato da Pasquale Ruju e Alessandro Poli, che ne ha curato la veste grafica, Demian ricostruisce le ambientazioni del noir mediterraneo che trae ispirazione dall’opera di Andrea Camilleri o Claude Izzo
Demian arriva dal mare e tra i brandelli del suo passato affiora una misteriosa società, la Fraternité, la leggendaria casta di cavalieri, una stirpe di eroi romanticile cui origini si perdono nella notte dei tempi e Demian dovrà trovare un equilibrio tra il mondo dell’epica dal quale proviene e quello di una Francia dei giorni nostri, crogiuolo di razze e religioni diverse, tra il freddo delle sue inseparabili pistole e il calore della poesia che tanto ama, tra “Il ricordo e la vendetta”.
Chi è Demian?
Demianè un giustiziere al di sopra della legge, un paladino degno della Chanson de Roland che si trova a vivere in un contesto di grigi, in cui il bene e il male spesso si toccano fino a confondersi. Il suo migliore amico è Gaston Velasco, un contrabbandiere con un forte senso dell’onore, membro della vecchia guardia della mala marsigliese, Hèrode Martial è invece l’uomo dal quale deve guardarsi le spalle.
La vendetta, l’onore. Come si inserisce un personaggio così classico in un contesto moderno?
Demian si può definire come un eroe classico che si muove in un contesto di grigi. Per quanto sia solitario, Demian non è solo, anzi la scelta di una ambientazione realistica provoca un senso di alienazione di fondo rispetto al mondo in cui si trova a vivere.
Demian è un paladino alla Chanson de Roland, è stato addestrato per riconoscere chiaramente il bene e il male, ma la realtà è talvolta più difficile da schematizzare.
Qual è il mondo letterario di Demian?
Demian si muove nel contesto della mala marsigliese, che trae spunto dal noir mediterraneo di Andrea Camilleri e Claude Izzo.
Ma contemporaneamente è un mondo ricco di poesia, in cui spesso i affacciano i versi di Montale o Prévert o gli haiku giapponesi.
Spero che sarà interessante per i lettori vedere come il suono della poesia e il clangore delle armi potranno trovare il loro equilibrio.
Abbiamo parlato di Gaston Velasco e di Hèrode Martial, ma chi saranno gli altri protagonisti di questa serie?
Sicuramente Vivianne e Edmond Colbert, i genitori “adottivi” di Demian giocano un ruolo molto importante in questa serie.
Viavianne, che rappresenta l’archetipo della madre, colei che ha salvato Demian dal mare e che, per quanto sa che non potrà essere per sempre ama pensare che questo ragazzo sia il suo.
Edmond è invece burbero, più duro o forse meno illuso, ma il rapporto tra i due uomini si farà via via più stretto.
Interessante è invece la figura di Marie, la figlia di Velasco. È una donna che ha rifiutato il mondo del padre, diventando ispettrice di polizia e nelle sue scelte, e nel suo essere per metà francese e per metà algerina rappresenta quel meltin-pot che è poi il leit-motiv della serie.
E poi c’è Virginie, e Tristan, ch rappresenta il legame con il suo passato.
Misterioso passato…La Fraternité.
Già, la Fraternité. Demian se la porta incisa sul petto, ma in parte vorrebbe dimenticare. Sulla Fraternité si può dire solo che è una antica società segreta, ma le briciole sul passato di Demian verranno disseminate un po’ per volta, lentamente in tutti i numeri e solo alla fine si potranno davvero comprendere le motivazioni del nostro uomo dagli occhi viola.
(Proprietà intellettuale Flavia Weisghizzi)
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