L'EREDE DI SALINAS

Incontro con Carlos Gomez

 

Quando nel 1995 l’Eura editoriale si trovò a dover affiancare qualcuno al lavoro di Alberto Salinas, la scelta cadde su un giovane trentenne,non esattamente alle prime armi, Carlos Gomez.

Gomez, nella modestia che contraddistingue i grandi, pur avendo al suo attivo numerose collaborazioni con l’Eura Editoriale e una serie di storie di fantascienza per la rivista "Cordoba" ("La odisea del capitàn Ganimede) con testi propri, accetta di tornare “ragazzo di bottega” e accettare la pesante eredità di Dago. A quasi dieci anni di distanza, di può dire che Gomez abbia saldato i suoi conti con l’imprescindibile lezione dei maestri del fumetto latino-americano, da Alberto Brecciaa Juan Zanotto, da Francisco Solano a Enrique Breccia, inserendo di diritto il suo nome tra quel ristretto manipolo di artisti che ai sogni dei fumetti danno china e vita.

Forte di una perfetta conoscenza anatomica, Gomez è dotato di una rara capacità di plasmare la materia a suo piacimento, cosa che gli permette di lanciarsi in inquadrature quantomeno ardite, caratterizzate da un forte dinamismo e rigore plastico.

Eppure, nonostante ciò, è rimasto una persona semplice e schiva, che vive lontano dalle luci della ribalta, nella campagna di Cordova, la seconda città dell’Argentina, con la moglie e i due figli, cercando di vivere in armonia con la natura, ascoltando gli Intillimani, dando spazio alla sua visionarietà.

L’abbiamo incrociato quasi per sbaglio, appena fuori della sala conferenze del Romics: gli abbiamo chiesto se sapesse chi fosse Carlos Gomez, ci ha risposto “sono io”.

 

Parliamo dei suoi esordi

Ho cominciato con il fumetto disegnando i personaggi di Asterix, Obelix, Lucky Luke, Disney.

Nel 1975 ho conosciuto la rivista Skorpio. All’epoca abitavo a Cordova e subito dopo il servizio militare ho cominciato a lavorare per vari giornali, come disegnatore e sceneggiatore, ma quando molti di essi hanno cominciato a chiudere i battenti, sono andato a Buenos Aires e ho bussato alla porta di Angel Alberto Fernàndez che lavorava con le edizioni argentine dell’Eura.

Poi, nel 1995, ho incontrato Robin Wood e ho cominciato a disegnare Dago.

In effetti, fino a quel momento, il disegnatore “ufficiale” di Dago era stato Salinas, che però cominciava ad avvertire i primi segni di una certa stanchezza. Perciò la casa editrice, l’Eura stava cercando un nuovo disegnatore cui affidare il fumetto, ed è nata così la nostra collaborazione.

Devo riconoscere che non avevo mai lavorato con Salinas, ma lo ammiravo moltissimo e per me questa improvvisa familiarità con un autore che avevo così amato è stata molto emozionante.

Il “passaggio di consegne” è stato graduale: per esempio, inizialmente, io disegnavo le tavole e lui le correggeva, le inchiostrava, ecc.

Salinas mi ha guidato nel riuscire a dare una mia impronta peculiare al personaggio, cercando di reinterpretarlo secondo una mia chiave di lettura che potesse essere ben definita, senza però stravolgere le caratteristiche del suo personaggio.

Devo comunque riconoscere che più che la figura di Dago in se stesso, la vera difficoltà sono state le complesse ambientazioni.

 

In cosa è cambiato il Dago di Gomez rispetto a quello di Salinas?

Il cambiamento maggiore probabilmente sta nel ritmo: il nuovo Dago è più moderno, più violento, più umano.Oltretutto ho cercato di procedere verso un’innovazione stilistica, tentando delle inquadrature più ardite, delle soluzioni grafiche di più ampio respiro.

 

Come nascono le storie di Dago?

Si studia, si studia moltissimo. Prima di cominciare l’illustrazione di ogni storia, così come avviene anche per le ambientazioni, è necessario reperire molto materiale.

C’è una grande attenzione alla documentazione storica, per quanto riguarda personaggi, castelli, armature, costumi…

Il nostro pubblico è molto attento, per cui è necessario, pur conservando un margine di fantasia all’interno del quale si muove il nostro eroe, cercare di essere quanto più possibile fedeli alla realtà. Devo riconoscere che, tra le storie che ho illustrato, quelle più complesse sono ambientate in Italia e sono quella del Sacco di Roma e di Lucca nel 1500.

 

Come è cambiato il lavoro di un disegnatore con l’avvento del computer?

Dire che il computer non sia un valido compagno di lavoro sarebbe mentire. Fino al ’98 devo ammettere che non avevo idea di come si utilizzasse il computer, ma poi ho avuto la necessità di dover accelerare il lavoro e riconosco che oggi il computer è utilissimo, in particolare nelle scene seriali; oltretutto attraverso il computer è possibile sia accorciare i tempi di reperimento delle informazioni, sia, dal punto di vista grafico, rielaborare le immagini più velocemente, moltiplicandole o modificando solo ciò che è necessario. Nonostante ciò, comunque, io cerco sempre di evitare che la qualità del lavoro scada. E poi il computer non insegna l’estro.

 

(Pubblicato sul numero 22, Agosto-Novembre 2003 della rivista Orizzonti, proprietà intellettuale Flavia Weisghizzi)

 

Ti piace Dago? Vai a leggere l'intervista a Robin Wood cliccando su Il Giannizzaro Nero

Commenti

Commento di: Giuseppe

Voglio fare i complimenti a Carlos Gomez che considero uno dei più grandi disegnatori di tutti i tempi. Perchè lo considero uno dei migliori? Anzitutto per il realismo di ambientazioni e personaggi. Le inquadrature spesso sembrano fotografie di un film. I personaggi hanno una caratteristica molto importante. Si differenziano nelle fisionomie. Anche il personaggio meno importante viene disegnato con estrema precisione e i suoi tratti si distinguono dagli altri persino in lontananza. Un difetto di Salinas infatti era proprio nella ripetitività dei volti, cosa che non esiste con Gomez. Comunque complimenti a Salinas per aver inventato Dago e a Gomez per averlo reso un capolavoro.

Commento di: Antonello

Dago è un fumetto superbo, buona trama e grafica ottima.
Personalmente trovo utilissimo studiarne i disegni per farne dei veri e propri dipinti. Gomez sei un grande!

Commento di: Bertani Alessandra

nel mio percorso di formazione stilistica come illustratrice Gomez è sempre uno dei miei più grandi punti di riferimento...è straordinario e impeccabile in qualsiasi cosa, dall'ambientazione, alla caratterizzazione anatomica dei personaggi, all'accuratezza dell'attinenza storica dei luoghi, tutto...lo ammiro incredibilmente, e sono dell'opinione che sia persino migliore di artisti come frank miller o simili...l'unica vera differenza é, ahimè, il fatto che sia meno conosciuto, ma non per questo meno grande o straordinario...spero si ripresenti al più presto a una qualche fiera del fumetto nazionale, perchè, se così fosse, correrò a incontrarlo :)

Commento di: Nahuel Rizzoni

Per me è il miglior artista disegnatore di fumetti degli ultimi 30 anni insieme ad Albert Uderzò e a Frank Miller. Un genio dell'espressività,dell'anatomia, del particolare.

Commento di: Rino Nicolella

Gomez ,ti amo.
Guardo i tuoi disegni come si guarda la Gioconda,
e rimango senza fiato.
Spero che tu sia felice.