L'ERESIA O DEL PENSIERO DEBOLE

 

Se da un punto di vista storico con il termine eresia si intende comunemente l’insieme dei movimenti di rinnovamento che attraversano i primi secoli del passato millennio, da un’analisi un po’ più approfondita emerge chiaramente che, in realtà, l’eresia è il filo rosso che collega nella storia dell’umanità tutti i dissidenti e gli outsiders.

Nei secoli bui del medioevo furono inquisiti e condannati infatti Patari, Catari, Albigesi, Valdesi, Templari, Pauperistici e eterodossi in genere, ma anche, omosessuali, donne, bambini, e non si può tralasciare il fatto che Socrate, qualche tempo prima, era stato condannato come eretico e, in un certo senso, la scientificità del malleus maleficarum e dei roghi medioevali non si allontanano poi troppo dallo sterminio sistematico dei campi di concentramento nazisti.

Anche se la violenza dell’Inquisizione è stata repressa, interiorizzata e trasformata in razzismo e intolleranza, la cui mano, per fortuna, è stata disarmata dalla Legge e da secoli di lotte per i diritti dell’Uomo, questo non significa che ancora oggi, non si possano riscontrare fenomeni di emarginazione verso il diverso.

È bene sottolineare subito un concetto fondamentale: l’eterodossia non è un aspetto dall’eresia, l’eresia è l’eterodossia, e l’eresia è strettamente connessa con l’inquisizione in quanto l’inquisizione necessita, per sopravvivere dell’eterodossia.

Nel momento in cui si affaccia nel mondo un pensiero dominante, come possono essere state, nei secoli, le grandi civiltà colonizzatrici o le grandi religioni, ecco che, chiunque si allontani parzialmente o totalmente dall’idea o dalla morale dominante, diventa un elemento scomodo, da emarginare, sopprimere, cancellare, se possibile.

Il pensiero forte necessita di un’accettazione acritica per sussistere, un’adesione che può essere motivata da ragioni politiche, economiche o sociali e chiunque, anche privo di volontà rivoluzionaria, metta in discussione tale pensiero, finisce inevitabilmente per sgretolare progressivamente il sistema stesso.

Al giorno d’oggi, caduta sotto le bombe e i troppi incidenti la fiducia nelle magnifiche sorti progressive, con l’avvento di una globalizzazione di massa che ha avuto un ruolo cardine nella diffusione delle idee e nella conoscenza di altre culture, l’occidente industrializzato, quello che, perciò, è riuscito in qualche modo a svincolarsi dalle necessità della sopravvivenza, si è cominciato a confrontare con se stesso, facendo spesso autocritica e cominciando, lentamente, ad aprirsi alla contaminazione. Il risultato di questa auto-da-fè è, probabilmente, l’accettazione di un melting pot, di un meticciato culturale che dovrebbe stroncare definitivamente il pericolo di una polarizzazione ideologica. Nonostante la crescita sociale, comunque, l’umanità non è probabilmente ancora immune dal rischio di cercare un pensiero forte a cui aggrapparsi, cosa che spinge interi popoli che si definiscono civili ad accettare ancora barbarie come la pena di morte o la guerra. Ma al di là del tentativo degli ultimi anni di contrapporre un ideale di un occidente sano e civile ad un (medio)oriente barbaro e bisognoso di cure, le numerose manifestazioni pacifiste che hanno attraversato il globo in lungo e in largo dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, che questa è una società del pensiero debole.

All’interno dei fenomeni ereticali, al di là di figure isolate di pensatori, si possono discernere due filoni principali, quello più peculiarmente religioso, che mirava ad un rinnovamento spirituale, e quello della stregoneria, che altro non era che profonda conoscenza della natura.

Entrambi gli aspetti dell’eresia in realtà, a ben vedere, non solo non sono terminati con la fine dell’Inquisizione, ma, anzi, si sono perpetrati e trasformati e talvolta fusi fino ad arrivare ai giorni nostri. Se le riflessioni sulla religione hanno dato adito durante i secoli successivi a tutta una serie di analisi e considerazioni di moltissimi filosofi (Lessing, Vico e Montesquieu, solo per citarne qualcuno), il rapporto tra l’uomo e la natura e la ricerca dell’armonia primigenia è stato perno della poetica di numerosissimi autori. Oltretutto, la suggestione della magia, intesa anche come mezzo per oltrepassare i limiti dell’uomo ha travolto, insieme con le sostanze psicotrope a cui spesso è legata, tutta una generazione di poeti.

Ma cosa è rimasto, ci verrebbe da chiederci, di tutte queste tensioni nel secolo dell’Hi-tech?

Molto, probabilmente molto più di quanto possiamo immaginarci.

Dalla volontà di dissidenza, che è figlia legittima dell’eresia, abbiamo ereditato i nostri diritti e il coraggio per combattere le nostre battaglie, il sentire palingenetico ci ha tramandato la razionalizzazione del miglioramento, la stregoneria è rimasta nella ricerca di una spiritualità.

Il rinnovamento è maschile e ha i caratteri tipicamente virili della forza, della violenza, della subitaneità, la stregoneria è femminile, e della donna ha l’arguzia, l’inganno, la dolcezza.

Il fatto che ci siano stati molti frati e molte streghe condannati, si può ipotizzare sia in qualche modo legato al modo in cui uomini e donne, che non sono uguali, interiorizzano delle pulsioni di ribellione.

Da un altro punto di vista, queste due tensioni si sono incarnate, da una parte, nei movimenti dei giovani e delle associazioni a favore dell’ambiente, dall’altra, in una nuova attenzione verso la spiritualità che ha molti nomi e molte facce, dal rinnovato fervore religioso alla New Age.

La ricerca di un nuova armonia tra l’uomo e la natura ha assunto e unificato le tendenze di questi due aspetti, quello propriamente razionale e quello più istintivo, tanto che, in un certo senso, l’eresia oggi, intesa come opposizione al modello dominante, coinvolge tutti gli aspetti dell’eresia classica e si esplicita in un range quanto mai ampio di fenomeni in apparenza discordanti tra loro.

L'”eresia” più conosciuta e socialmente accettata, è probabilmente quella dei gruppi ambientalisti, che combattono la loro battaglia per invertire la tendenza allo sfruttamento incontrollato del pianeta; ma accanto a questa pars destruens, vi è un costante tentativo di costruire una nuova civiltà basata su fonti di energia pulita, rinnovabile e a basso costo, che possa essere il primo passo per una cooperazione democratica e globale con l’ambiente. Altra scienza che si è guardata indietro cercando di trarre degli insegnamenti non solo dalla natura ma anche dalla conoscenza popolare è la medicina, in particolare l’omeopatia e l’erboristeria che, benché osteggiate dalla medicina tradizionale, riescono spesso, se non a soppiantarla, a dimostrarsi un valido supporto soprattutto per le affezioni meno gravi.

Tra le branche della medicina alternativa poi, non si possono dimenticare tutte quelle forme di cure (soprattutto dell’anima) che basano la loro efficacia sui profumi, sulle pietre, sulle irradiazioni.

E qui il pensiero va naturalmente alla New Age, buona o cattiva che sia, il cui successo è determinato dalla profonda volontà di un rinnovamento di una spiritualità frustrata.

Non è un caso che i fenomeni della New Age siano spesso accomunati a religioni di ben altro spessore come la filosofia buddista o zen, che si sta ritagliando uno spazio sempre più ampio all’interno della cultura occidentale, o pratiche di rilassamento antichissime come lo yoga o lo shatzu, o ancora al dilagare delle arti marziali di origine orientale, tutti percorsi che cercano di mettere l’uomo di fronte al proprio essere nel mondo nel rapporto con il sovrannaturale, con il proprio corpo, con gli altri.

Ma non bisogna dimenticare l’esistenza di tutta una serie di fenomeni più o meno connessi con la ricerca di un’armonia universale, il panteismo, l’animismo, il neopaganesimo, il misticismo, l’occultismo, la neostregoneria.

Volendo dare una breve descrizione di questi credi, si può dire che il panteismo e l’animismo sono strettamente connesse e presentano rituali legati soprattutto alle stagioni, sia dell’uomo (nascita morte…) che della natura, i cui caratteri sono spesso riconoscibili come elementi sostanziali di forme religiose più elaborate insediatasi successivamente (è il caso del particolarissimo cristianesimo africano o caraibico in cui, ad esempio, l’esorcismo mantiene intatte le strutture dei rituali sciamanici o vudù).

Il neopaganesimo invece, distingue tre modelli: il primo basato su una sorta di manicheismo maschile-femminile presente nell’Universo; il secondo che tende ad un’unità spirituale con le energie dell’Universo; il terzo basato sul modello di una religione estatica,il cui fine è un’esperienza sovrarazionale del divino ottenuta attraverso un’alterazione della coscienza indotta con pratiche di training autogeno o sostanze psicotrope.

A quest’ultimo tipo di neopaganesimo afferisce il misticismo, cui si può fare riferimento nel caso di persone soggette a visioni, svenimenti, (presunte) possessioni, che spesso si insinuano all’interno delle chiese ufficiali, creando non pochi problemi.

Per quanto riguarda l’occultismo, esso si può dividere in due specie, quello legato comunque a una religione ufficiale (Templari, Rosacroce ecc) e quello di tipo “panteista”, che a loro volta si dividono in una tendenza puramente contemplativa oppure sostanzialmente empirico-pratica.

I fenomeni della neostregoneria, infine, tra cui spicca tra tutti la religione Wicca, si possono ricondurre ad una summa di tutte le peculiarità descritte, in quanto formate da gruppi che, partendo da basi imprescindibilmente legate alla natura, ricercano ed operano in armonia con lo spirito del mondo, credendo in numerosi dei che rappresentano le varie sfaccettature degli eventi naturali e (talvolta) nella reincarnazione.

Probabilmente l’attivista di Greenpeace non avrebbe mai pensato di poter essere affiancato alla strega Wicca, ma il discorso alla base è che, nonostante tutto, l’uomo, nella sua millenaria storia ha sempre cercato nuove strade per scampare alla sopraffazione, e le conseguenze di cui la storia è gravida non sono sempre così immediate e chiaramente discernibili. A tutto ciò è necessario aggiungere sempre che oltre la razionalità, l’uomo si porta dietro il mondo della sua fantasia e dei suoi sogni che, come la religione, sono mezzi a basso costo per sfuggire una realtà che spesso risulta difficile da accettare. Il pensiero debole dominante, quantomeno, non ci impedisce di sognare. Di cambiare il mondo.

 

(Pubblicato con il titolo "Pensiero Unico, Pensiero Debole" sul numero 13, Giugno 2003 della rivista Il Laboratorio del Segnalibro, proprietà letteraria Flavia Weisghizzi)

 

Commenti